L’occlusione vascolare retinica è una malattia dell’occhio che si verifica quando un vaso sanguigno della retina (una vena o un’arteria) si chiude o si blocca.
La retina è la parte dell’occhio che riceve le immagini e le invia al cervello; se non riceve abbastanza sangue e ossigeno, una parte della vista può ridursi improvvisamente.
Può interessare:
- una vena della retina: si parla di occlusione venosa retinica (la forma più frequente);
- un’arteria della retina: si parla di occlusione arteriosa retinica (più rara, ma più grave).
Non è una malattia contagiosa, ma rappresenta un vero “ictus dell’occhio”
Quanto è frequente
L’occlusione vascolare retinica rappresenta la seconda malattia vascolare più comune della retina, subito dopo la retinopatia diabetica. Colpisce prevalentemente persone di età superiore ai 50-60 anni. La forma venosa è la più frequente e interessa circa lo 0,5% della popolazione adulta mondiale; in Italia si stimano ogni anno diverse decine di migliaia di nuovi casi. Questa condizione è più comune in chi soffre di ipertensione, diabete, colesterolo alto o glaucoma. Il rischio aumenta con l’avanzare dell’età e in presenza di problemi circolatori o cardiaci.
I sintomi principali
L’occlusione retinica può comparire in modo improvviso e spesso senza dolore. I sintomi più comuni sono:
- Calo rapido e improvviso della vista in un occhio;
- Visione sfocata o distorta;
- Comparsa di macchie scure o zone “mancanti” nel campo visivo;
- Difficoltà a leggere o a riconoscere i dettagli;
- In alcuni casi, visione parzialmente conservata se è coinvolto solo un ramo del vaso.
Se la vista si riduce improvvisamente, è importante rivolgersi subito all’oculista o al pronto soccorso oculistico.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi viene fatta dall’oculista tramite esami specifici:
- Visita oculistica completa e osservazione del fondo dell’occhio;
- OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) per valutare l’eventuale gonfiore (edema) della retina;
- Fluorangiografia retinica, che mostra le aree con ridotto afflusso di sangue;
- Esami sistemici (pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, funzione renale, ecocolordoppler carotideo…) per individuare le cause del disturbo. Chiedi al tuo Medico di Medicina generale.
Questi esami sono indolori e permettono di capire il tipo e la gravità dell’occlusione, così da impostare la cura più adatta.
Terapia
La terapia dipende dal tipo di vaso coinvolto e dall’estensione del danno.
Occlusione venosa
- Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF o corticosteroidi, per ridurre la essudazione (stravaso di liquidi) della retina e migliorare la visione;
- Laser retinico per trattare le aree di ischemia della retina, cioè dove non arriva più l’apporto di sangue, e prevenire complicanze;
- Controllo dei fattori di rischio(pressione, zuccheri, colesterolo, fumo).
Occlusione arteriosa
- È un’urgenza oculistica: occorre intervenire entro poche or.;
- In alcuni casi può essere utile l’ossigenoterapia o altre manovre per tentare di ripristinare il flusso sanguigno.
- Dopo l’episodio, si indagano le cause vascolari o cardiache per evitare recidive.
Prognosi
Nelle occlusioni venose, la vista può migliorare o stabilizzarsi grazie ai trattamenti moderni.
Nelle occlusioni arteriose, purtroppo la prognosi è più severa e il recupero visivo è spesso limitato.
Controllare i fattori di rischio sistemici e seguire regolarmente le cure riduce il rischio di nuove occlusioni e aiuta a proteggere l’altro occhio.
In sintesi
L’occlusione vascolare retinica è un evento serio ma curabile, soprattutto se riconosciuto in tempo. Controlli oculistici regolari, stile di vita sano e monitoraggio di pressione, glicemia e colesterolo sono le armi migliori per preservare la vista.
